lunedì 10 agosto 2009

Facebook e la sua stabilizzazione

Che peccato...ho quasi abbandonato questo blog perché fondamentalmente sono pigro.

Volevo riflettere su Facebook: tutti lo hanno osannato, esaltato come è giusto che sia per le grandi novità, ma non è tutto oro quel che luccica. Dopo il balzo del primo periodo ora la situazione si è stabilizzata, molti lo hanno abbandonato, parecchi lo usano poco e probabilmente soltanto un 10% dei vostri contatti lo frequenta regolarmente.

Quello di cui voglio parlare riguarda l'aspetto, chiamiamolo "commerciale" di Facebook. Tantissime aziende si sono tuffate in questo social network con questo pensiero - non costa niente e mi può dare buona visibilità. Sbagliato.
Non capiscono che possono avere anche 800 amici ma se si parla ai muri tutto ciò non ha senso.

Prima conclusione: cara azienda, se non hai niente di interessante da offrire agli utenti non ti iscrivere per niente a Facebook, risparmi tempo ed eviti di rompere le scatole. Ci sono tantissimi account di aziende che aggiungono in maniera massiva, mettono su due foto, scrivono un paio di cavolate giusto all'inizio e poi tutto svanisce.

Seconda conclusione: Facebook è diventato, pubblicitariamente parlando, sovraffollato. Troppe pubblicità, troppi inviti ad eventi, troppi inviti a gruppi, troppo troppo troppo. Io nemmeno guardo più gli inviti: posiziono il cursore nella parte destra e via - ignora, ignora, ignora, forse, ignora. Questo significa che nel futuro, per gli account "commerciali" sarà necessario sviluppare un nuovo modo per farsi aggiungere. L'unico sembra a mio avviso il classico passaparola: dovranno essere gli stessi utenti a suggerire ai loro amici di aggiungere il nostro account.


Nel mio piccolo mi occupo di gestire l'account su Facebook per EXE - Stile di Vita e da questa piccola esperienza derivano queste conclusioni (anche altre ma sono pigro e al momento non mi va di scriverle :P Se siete interessati all'argomento fate domande e cercherò di rispondere)

lunedì 15 giugno 2009

Prendi e porta a casa....!

Che colpaccio la pubblicità della Tantum verde!!!

Non credo di essere l'unico ad aver colto il riferimento "la bocca non bisogna bombardarla", indicando ovviamente il concorrente Listerine.

In questo modo si è potenziato il messaggio pubblicitario facendo suonare nella mente del consumatore due campanelli: uno quando si parla di "bombardare la bocca", che si ritorce contro il concorrente e l'altro classico del messaggio Tantum.

Beccati questo!

sabato 30 maggio 2009

Mio aforisma

Mi piace troppo questa conclusione a cui sono arrivato..ovvia forse, ma come al solito "a volte realizzare l'ovvio non è cosi semplice".
Il concetto a cui sono giunto è questo:

"La bellezza non deriva dalla perfezione ma dall'armonia"

Quasi quasi la registro come marchio.....

martedì 26 maggio 2009

PosteMobile (virale) user generated

Buondì a tutti!

Oggi mi arriva una mail intitolata cosi, come questo post.
Sarò molto breve...questo è il video in questione



L'obiettivo è quello di far comprendere l'esistenza della "possibilità di effettuare bonifici direttamente tramite mobile, associando la SIM al Conto BancoPosta o alla carta Postepay".

Mah....

....ok complimenti per la voglia di fare qualcosa di nuovo però....questo video ha la stessa viralità di un documentario su come redarre il bilancio d'esercizio...

Comunque, complimenti per l'iniziativa...un passo alla volta si migliora.

mercoledì 1 aprile 2009

Mitragliare in continuazione o gettare una bomba?

E' parecchio che non scrivo qualcosa...i miei lettori accaniti sicuramente saranno dispiaciuti...(ho dei lettori accaniti?).
Comunque...scrivo questo thread perché voglio fare qualche riflessione sulla pubblicità (tradizionale).
La prima è questa: per rimanere nella testa delle persone, una pubblicità deve essere "eccessiva". Eccessivamente bella o eccessivamente trash. La mediocrità non serve a nessuno.

Vi faccio un esempio: The Club. Quel pseudoprogramma è talmente trash che ti viene voglia di guardarlo. Non puoi non ammirare Cucciolone70 con i suoi 100 e rotti chili che, bagnato di sudore, urla al microfono descrivendo i posti più strani dove (non) ha fatto l'amore.

Un "precisino" mi potrebbe dire: The Club è un programma..e non una pubblicità...perché allora parli di pubblicità?
Ok ok...allora tiro fuori l'asso nella manica. Sfido chiunque a dirmi che non conosce l'apoteosi della pubblicità trash....signori e signore.....GIORNO E NOTTE!!
Spiego brevemente: basta che facciate un giro tra le emittenti private e al 90% ,in qualsiasi ora del giorno o della notte, troverete una trasmissione condotta da Stefano Masciarelli, il quale intervista circa una decina di persone che grazie al prodotto "Giorno e notte" hanno perso chili.

Ok andiamo al punto del discorso se no vi annoiate. Il prodotto Giorno e Notte penso lo conoscano tutti oramai, nonostante abbia fatto sempre pubblicità trash e sopratutto su reti private. Quindi...si fanno più morti mitragliando in continuazione come Giorno e Notte o gettando delle bombe (chi acchiappo acchiappo) come quelli che fanno pubblicità sui canali tradizionali?
Va anche considerato il fattore costo eh...

Questo discorso si ricollega al Guerrilla Marketing. Mi è rimasto impresso (pensate come sto messo) un episodio di un cartone animato chiamato GTO nel quale il protagonista (Onizuka) doveva fare il manager di una sua studentessa procace (Tomoko). Per farla entrare nel mondo dello spettacolo cosa fece...prese la ragazza e gli fece fare un numero consistente di pubblicità per piccole emittenti locali, invece di tentare la strada delle grandi emittenti.
Il risultato fu che grazie a tutte queste piccole emittenti la studentessa raggiunse una notorietà più diffusa e a costi più bassi, rispetto al caso in cui avesse provato ad andare nelle grandi emittenti.
Quindi il discorso qual è?
Invece di fare azioni di Guerrilla solo nelle grandi città (nelle quali il grado di attenzione a queste azioni sta pure diminuendo), realizzarle in più città, ma di piccola/media dimensione. In questo modo all'azione verrà dato molto probabilmente un maggiore risalto e il passaparola risultare più rapido.

lunedì 16 febbraio 2009

Tasso di crescita delle conversazioni online

Fino a quando una azienda può essere in grado di sviluppare le conversazioni intorno al proprio brand?

Io prendo sempre come esempio me stesso. Se un prodotto mi piace...ne parlo...ma fino ad un certo punto...poi entrano in gioco due fattori:
- mi sono finito le persone con cui parlare;
- non c'è più niente di nuovo da dire.

Quindi...le conversazioni attorno ad un brand possono crescere all'infinito?

La conclusione a cui sono arrivato è questa: il livello di conversazione attorno ad un brand, arrivato ad un certo punto si arresterà e rimarrà costante. Ci potranno essere solo picchi (verso l'alto o verso il basso).

I casi che fanno eccezione sono due:
- le "conversazioni" (i brand sono conversazioni - Semprini "Marche e mondi possibili") sono vecchie e non danno stimoli;
- le "conversazioni" sono nuove ed hanno un alto tasso di innovatività e non intendo la semplice uscita di un prodotto (che si risolverebbe in un picco), ma di un qualcosa che faccia veramente la differenza (in questo modo la conversazione si protrarrà più a lungo e su più campi).

Nel primo caso il trend è decrescente....nel secondo caso è crescente.

Sono pigro e non ho voglia di postarvi le immagini. Andate su Google Insights e fate queste prove:
L'Oreal = trend costante
Sony = costante
Google = crescente (molto innovativo)
Porn = crescente (è un evergreen)
Daewoo = decrescente (esiste ancora?)
General motors = decrescente (guarda un ...ultimo periodo grande picco)


Forse come teoria è un strampalata....però sento che qualcosa di interessante c'è.
Che ne pensate? Datemi qualche opinione!!

martedì 10 febbraio 2009

Giusto staccare la spina?

Per spina intendo quella del televisore. Non entro in merito alla faccenda di Eluana ma trovo molto triste questa cosa: l'interesse per la squalifica di Federica Rosatelli (a quanto pare è stata squalificata per aver tirato un bicchiere) è più del doppio rispetto alla notizia della morte Eluana.
Stacchiamo la spina, che non muore nessuno.